09 luglio 2007

Copyright: anche dare lezioni di chitarra è illegale, cancellati centinaia di video da Youtube

Questa è la storia di Justin Sandercoe, un ragazzo londinese con una grande passione: la musica.

In special modo la passione di Sandercoe è la chitarra, uno strumento che ha imparato a suonare davvero bene, tanto da riuscire a diventare il chitarrista principale di alcune grandi star della musica, in questo momento è il lead guitarist di Katie Melua.

Il lavoro principale di Sandercoe è tuttavia quello di insegnante di chitarra, un giorno questo bravo chitarrista ebbe un’idea illuminante, decise di inserire video-lezioni di chitarra su Youtube, il sito di video-sharing, l’idea era sicuramente egregia, ma gli sviluppi non sono stati quelli che Sandercoe si aspettava.


Justin aveva inserito, nel giro di pochi mesi, circa 100 video su Youtube con i quali insegnava gratuitamente, ai ragazzi di tutto il mondo, tecniche come il finger-picking, le scale, lo strumming, ed a suonare alcune parti di canzoni molto famose.

I suoi video hanno ottenuto un successo di visite e di pubblico davvero incredibile, purtroppo però le sue “gesta” non hanno attirato soltanto l’attenzione di milioni di fanatici della sei corde, ma anche quella degli avvocati della RIIA.

Nei video Justin suonava lentamente, nel frattempo la telecamera si occupava di inquadrare molto da vicino le sue dita, in questo modo ogni singolo movimento delle sue mani era chiaramente visibile allo spettatore; Trattandosi di video educativi lo studente poteva rivedere i movimenti delle mani tutte le volte che voleva, in questo modo era facile apprendere nuove tecniche perché era come avere a propria disposizione, a costo zero, un insegnante dotato di pazienza infinita.

Sandercoe era particolarmente entusiasta del servizio che stava offrendo ai ragazzi di tutto il mondo, egli è nato in Tasmania ed è conscio delle difficoltà che i giovani di quei paesi, appassionati di musica, incontrano durante l’apprendimento: “Mi piace l’idea di fornire lezioni di chitarra di qualità a persone che non possono permettersele o che si trovano in posti dove non è possibile ottenere questo tipo di lezioni”,

John Palfrey, direttore esecutivo del Berkman Center for Internet and Society alla Harward Law School, aveva già preconfigurato a Sandercoe il rischio che le sue lezioni fossero una violazione delle leggi sul copyright, tuttavia il ragazzo si dichiarava ottimista, non riusciva a capire come delle lezioni di chitarra potessero essere considerate una violazione di copyright, tra l’altro lui non suonava mai una canzone per intero ma solo porzioni della stessa, si trattava quindi di poche note, inoltre molti dei suoi video erano solo lezioni su scale, su finger-picking, strumming. anche nell’era digitale, sosteneva Sandercoe, nessuno detiene il copyright su queste cose.

Ma si sbagliava. Due giorni fa un’etichetta discografica ha accusato Sandercoe di violazione di copyright, il capro espiatorio è stato un video in cui Sandercoe dava lezioni su come suonare una canzone dei Rolling Stones, la conseguenza però è stata che tutti i suoi 100 video, tutte le sue lezioni, sono state cancellati da Youtube.

Ora migliaia di ragazzi di tutto il mondo, che avevano la possibilità di imparare a suonare la chitarra solo grazie alle sue lezioni, hanno perso per sempre il loro maestro virtuale.

Fonte: NPR
Autore dell'articolo: Doxlaiber

3 commenti:

francesca ha detto...

è tristissima questa storia...
ai limiti dell'assurdo direi!
speriamo che in qualche modo Sandercoe riesca prima di tutto a vincere la causa e che qualcuno trovi il modo di "aggirare" questi cavilli!

Marcello ha detto...

Non credo che perderà di nuovo tempo a caricare tutti quei video, anche se me lo auguro sinceramente (i video sono quasi tutti reperibili sulla rete di emule per fortuna). Inoltre c'è da tenere conto del prezzo della legge... i processi costano e le major hanno abbastanza soldi per farli durare parecchi anni, mettendo spesso in crisi chi deve difendersi con le finanze di un comune mortale.

giò ha detto...

il problema è che le major hanno avvocati con i controcoglioni, e senza un supporto economico sostanzioso credo si possa fare poco contro questo sistema di potere.

si sa, la legge è uguale per tutti...
proporzionalmente ai soldi che hai.